IL MA-MUSEO AFRICANO
Finestra aperta sull'Africa 

Il Ma - Museo africano, nell'esposizione di oggetti artistici dell'Africa tradizionale, intende trasmettere valori culturali ed esistenziali di natura universale, sottolineando l'importanza di guardare e ascoltare per imparare; ponendosi verso altre culture, in particolare quelle africane, in una relazione priva di pregiudizi. Offre in tal modo uno stimolo a saper rispondere alle nuove realtà interculturali e interetniche che caratterizzano oggi la società italiana. Benché il museo si rivolga a tutti coloro che desiderano incontrare e conoscere l'Africa, esso è dedicato in modo speciale a studenti che, accompagnati nella visita dai loro insegnanti, hanno modo di conseguire una migliore conoscenza del continente africano e di stabilire relazioni ed esperienze di incontro e condivisione con chi ha le proprie radici in Africa e risiede in Italia.
Il Ma non è uno spazio chiuso, bensì una finestra aperta che opera in collaborazione con le attività d'informazione condotte dalle storiche riviste Nigrizia  con l'annessa biblioteca sull'Africa, PM - Il Piccolo missionario e Afriradio, la prima web radio italiana dedicata interamente all'Africa.

L'auspicio dei Missionari Comboniani di Verona è che il Museo continui ad essere un'occasione di animazione e stimolo di avvicinamento e conoscenza dell'Africa, e ad accogliere con simpatia e spirito di solidarietà e di apprezzamento chi, venendo dal continente, porta con sé la testimonianza di una grande ricchezza storica, artistica e umana, e la speranza di una vita migliore.

visita la sezione GALLERIA per conoscere i contenuti del Museo


LA STORIA 

Il  Ma-Museo africano dei Missionari Comboniani, Istituto per l'Africa fondato da Daniele Comboni, è nato da un'intuizione del suo primo successore, il vescovo Francesco Sogaro. I primi oggetti inviati a Verona dai missionari furono messi in mostra in una stanza del grande edificio della 'Casa Madre' dell'Istituto. Si dovette aspettare ancora una ventina d'anni, nel 1938, per decidere di istituire il Museo africano di Verona. L'iniziativa aveva un carattere prettamente missionario: offrire una vetrina delle attività dei missionari comboniani in Africa. 
La vera rivoluzione del Museo, si ha nei primi anni Settanta, quando si decise di renderlo uno spazio aperto e strumento didattico per chi desiderasse conoscere l'Africa. In pochi anni, il Museo si trasformò in luogo di studio etno-antropologico sull'Africa, anche per mezzo della Biblioteca di Nigrizia (ricca di circa 20.000 volumi). Studenti di ogni grado ebbero modo di svolgere ricerche e preparare tesi di laurea su tematiche d'interesse etno-antropologico. Gli anni successivi hanno visto un importante coinvolgimento di antropologi, ricercatori ed esperti di culture africane. Pur disponibile a ogni tipo di visitatore, il Museo si aprì sempre più al mondo scolastico e universitario. Nel 1996 vi fu un ulteriore rinnovamento per rispondere a nuove sensibilità e a nuovi modi di porsi di fronte all'Africa. Da allora, pur continuando a essere una 'vetrina etnografica' per la conoscenza dell'Africa, il Museo ha acquistato vitalità nuova, per radicarsi sul territorio e diventare vero strumento di dialogo interculturale. Internamente ristrutturato, ha offerto ai visitatori percorsi multimediali, integrandoli con attività collaterali 'vive', quali l'allestimento di mostre e l'organizzazione di  laboratori didattici in cui gli studenti potessero esprimere la propria creatività nell'incontro con culture altre.
Nel 2006 il Museo si è ulteriormente rinnovato. L'attuale percorso museale intende illustrare la visione antropologica nell'Africa tradizionale, raccontando la vita attraverso la ricostruzione delle tappe fondamentali dell'esistenza umana.



DANIELE COMBONI E LA SUA EREDITA'

Daniele Comboni, proclamato santo da Giovanni Paolo II il 5 ottobre 2003, nasce a Limone sul Garda (Brescia) il 15 marzo 1831. A 13 anni entra nell'Istituto fondato a Verona da don Nicola Mazza. Il 31 dicembre 1854 Comboni è ordinato sacerdote e dopo appena due anni si reca per la prima volta in Africa.  Nel 1877 è nominato Provicario Apostolico dell'Africa Centrale. L'anno dopo, viene proclamato vescovo a Khartum in Sudan, e proprio lì, la sera del 10 ottobre 1881, Comboni muore stroncato dalle febbri.

Le parole profetiche di San Daniele Comboni: «Io muoio, ma la mia opera non morirà», si sono avverate per centinaia di uomini e donne che lo hanno seguito spendendo la propria esistenza in quattro continenti e continuando ad annunciare il vangelo di liberazione ai poveri.
I Missionari Comboniani, oggi circa 2.000, promuovono e sostengono i movimenti popolari che operano per il recupero della memoria storica e della dignità dei popoli e delle culture.
S'impegnano nei Centri per la difesa dei diritti umani e accompagnano i movimenti di rivendicazione dei senza terra e dei senza tetto. Dedicano un'attenzione speciale ai giovani e alla loro formazione scolastica e professionale, fondando scuole nelle periferie delle città e nei villaggi sperduti delle aree rurali e della foresta. Si adoperano, in tutti i continenti, per la nascita e lo sviluppo di piccole comunità cristiane, strumento efficace di evangelizzazione e nuovo modo di 'essere chiesa'. Collaborando a rendere le chiese locali sempre più autonome e capaci di autogestione, i Comboniani sentono di incarnare, nel nostro tempo, la grande intuizione di Daniele Comboni: «Salvare l'Africa con l'Africa».


 


 


MUSEO AFRICANO
Fondazione Nigrizia onlus
Vicolo Pozzo, 1
37129 Verona

Tel. 045 8092199
Fax. 045 8092291
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ORARI di APERTURA
Da Martedì a Sabato
9.00 - 12.30
14.30 - 17.30
Domenica e festivi

14.00 - 18.00
Giorno di chiusura: Lunedì


 
     
 
 
   


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